cessione del quinto

Il finanziamento con rimborso mediante cessione della pensione applica - oltre alla normativa generale in materia di finanziamenti, di antiusura e di antiriciclaggio - il disposto degli artt. 1260 e seguenti del codice civile in materia di cessione dei crediti, nonché il Testo Unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti di cui al D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 e successive modificazioni ed integrazioni, con il regolamento attuativo approvato con D.P.R. n. 895/1950.

Tale forma di finanziamento è stata introdotta dall’art. 13-bis della L. n. 80/2005 di conversione del D.L. n. 35/2005 (c.d. decreto competitività), che ha integrato l'art. 1 del D.P.R. n. 180/1950 prevedendo che i pensionati pubblici e privati possono contrarre con banche e finanziarie prestiti da estinguersi con cessione di quote della pensione fino al quinto della stessa, fatto salvo l'importo corrispondente al trattamento minimo.

Possono essere cedute le pensioni o le indennità che tengono luogo di pensione corrisposte dallo Stato o dai singoli enti, gli assegni equivalenti a carico di speciali casse di previdenza, le pensioni e gli assegni di invalidità e vecchiaia corrisposti dall'Istituto nazionale di previdenza sociale, gli assegni vitalizi e i capitali a carico di istituti e fondi in dipendenza del rapporto di lavoro.

Come espressamente stabilito dalla legge, tali prestiti devono avere la garanzia dell'assicurazione sulla vita che ne assicuri il recupero del residuo credito in caso di decesso del mutuatario.

A fronte di un contratto tra pensionato e finanziaria di cedere pro solvendo una quota della propria pensione, non superiore ad 1/5 della stessa al netto delle ritenute di legge e per una durata massima di 120 mesi, contratto che viene notificato all'ente previdenziale nelle forme e per gli effetti di cui agli artt. 1264 e 1265 cod. civ., quest'ultimo è tenuto a trattenere tale quota e a versarla direttamente alla finanziaria fino al rimborso totale del prestito in corso.

cessione del quinto pensionati

I documenti richiesti Cosa viene richiesto Quanto si può richiedere Modalità di erogazione Numero rate e importo singola rata Modalità di rimborso rate
- Carta d’identità - coobligato Da 3.000 a 30.000 € Versati con bonifico o assegno circolare Da 24 a 120 rate mensili Trattenuta diretta sul cedolino della pensione
- Codice fiscale - garante     Importi da 50 € a un quinto stipendio  
- Modello Obis/M (Inps)* - Nessuna motivazione        
- CUD          

Il finanziamento con rimborso mediante cessione dello stipendio applica - oltre alla normativa generale in materia di finanziamenti, di antiusura e di antiriciclaggio - il disposto degli artt. 1260 e seguenti del codice civile in materia di cessione dei crediti, nonché il Testo Unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti di cui al D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 e successive modificazioni ed integrazioni, ed il regolamento attuativo approvato con D.P.R. n. 895/1950.

Tale forma di finanziamento è erogabile a dipendenti con stipendio fisso e continuativo, che abbiano superato il periodo di prova e siano iscritti nei ruoli effettivi dell'amministrazione, perché a loro volta risultano creditori nei confronti del proprio datore di lavoro dello stipendio mensile.

A fronte di un contratto tra lavoratore e finanziaria di cedere pro solvendo una quota della propria retribuzione, non superiore ad 1/5 della stessa al netto delle ritenute di legge e per una durata massima di 120 mesi, contratto che viene notificato al datore di lavoro nelle forme e per gli effetti di cui agli artt. 1264 e 1265 cod. civ., quest'ultimo è tenuto a trattenere tale quota e a versarla direttamente alla finanziaria fino al totale rimborso del prestito.

Il datore di lavoro è dunque obbligato solidalmente con il proprio dipendente-debitore principale nei confronti della finanziaria.

In un'ottica prudenziale, le aziende private dovranno possedere alcuni requisiti che garantiscano la solvibilità e la stabilità del rapporto di lavoro del dipendente finanziato.
L'art. 1 comma 137 della Legge n. 311/2004 (legge finanziaria 2005) a far data dal 1° gennaio 2005 ha espressamente esteso il D.P.R. n. 180/1950 anche ai dipendenti di soggetti privati.

Prima di procedere all'erogazione del prestito viene altresì costituito, quale garanzia, un vincolo sul trattamento di fine rapporto maturato, che in caso di cessazione del rapporto di lavoro verrà devoluto integralmente alla finanziaria fino alla concorrenza del debito residuo.

Ulteriore garanzia, imposta obbligatoriamente ex lege dall'art. 54 del D.P.R. n. 180/1950 citato, è costituita dall'accensione di una polizza rischio vita e rischio impiego che, prima della legge finanziaria 2005, per i dipendenti statali e pubblici veniva emessa esclusivamente e direttamente dall'INPDAP, mentre attualmente possono venire emesse anche da compagnie private; l’art. 1 comma 138 della Legge 311 del 30 dicembre 2004 ha, infatti, abrogato l’art. 34 del D.P.R. 180/1950, che prevedeva per i dipendenti statali che la garanzia dovesse essere prestata unicamente dall'INPDAP.

cessione del quinto pubblici e statali

I documenti richiesti Cosa viene richiesto Quanto si può richiedere Modalità di erogazione Numero rate e importo singola rata Modalità di rimborso rate
- Carta d’identità nessun coobligato Da 3.000 a 30.000 € Bonifico o assegno circolare Da 24 a 120 rate mensili Trattenute sulla busta paga
- Codice fiscale - nessun garante     Importi da 50 € a un quinto stipendio  
- Ultime 2 buste paga - Nessuna motivazione        
- CUD          

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